Stiamo predisponendo il nostro nuovo set di illuminatori o lo vorremmo rinnovare, o semplicemente stiamo valutando se accrescere l’attrezzatura a nostra disposizione, magari introducendo qualcosa di nuovo e all’avanguardia che ci agevoli il lavoro?

Bene… cosa dobbiamo considerare?

luci cinema pro

Sia che siamo professionisti del settore o amatori, o che solamente stiamo estendendo le nostre competenze ad altre attività, le novità sul mercato sono molte e possiamo aiutarci nella scelta considerando sei caratteristiche principali:

1 - La tipologia di luce

Ci serve una luce calda o fredda? O magari qualcosa di più evoluto, come un bianco dinamico o un RGBW?

Alcuni proiettori emettono solo una luce calda (intorno ai 3200°K), altri solo luce fredda (fino a tipicamente 5600°K), mentre altri ancora, i cosiddetti “tunable” o “bicolor”, sono variabili e permettono di passare dalla calda alla fredda a piacimento.

La nostra esigenza potrebbe non fermarsi solo alla luce bianca ma fare un passo più in là, con la necessità di avere un faro che riproduca tutta la gamma completa di colori. In questo caso avremmo bisogno di una RGBW, meglio ancora se con due canali dedicati al bianco freddo e bianco caldo (“RGBWW”), così da poter passare dal bianco caldo al bianco freddo, a tutto il range completo di colori.

Se la preoccupazione è di dover per forza trovare un compromesso tra l’avere a disposizione qualunque tipo di luce e la potenza emanata dal faro, niente paura, sul mercato esistono lampade che offrono RGBWW molto potenti, senza compromettere la resa del colore. Si tratta dei fari a LED, che a differenza delle vecchie luci al tungsteno, delle HMI e del neon, offrono il miglior rapporto lumen/assorbimento elettrico, oltre che avere una durata di almeno 30 volte più alta nel tempo.

2 - La potenza

Dobbiamo scegliere la potenza del corpo luminoso valutando il lavoro che svolgiamo. Se siamo chiusi in uno studio avremmo bisogno di meno potenza rispetto a chi è all’aperto e avrà maggiore necessità di contrastare la dispersione luminosa tipica di un set esterno.

Consideriamo inoltre che durante la nostra vita professionale difficilmente svolgeremo lavori sempre identici, e una luce più potente sarà sicuramente meno limitante per il nostro lavoro. Anche in questo caso, la potenza della luce LED unita ad un dimmer integrato è la miglior soluzione. Alcuni moderni LED permettono di equiparare l’emissione luminosa di una HMI da 1500W mantenendo comunque dimensioni e pesi molto più ridotti, e senza la necessità di alcun ballast.

3 - Il case: dimensioni e peso

In questo caso la scelta del case non è strettamente correlata al tipo di lavoro svolto. E’ chiaro che, indipendentemente dalla specifica esigenza, più un proiettore è leggero e più ne beneficeremo in termini di semplicità di utilizzo, possibilità di spostamento e numero delle persone impiegate sul set.

E’ chiaro che la valutazione non può prescindere dalla potenza erogata ma, se i LED sono più potenti, possono essere più piccoli di altri tipi di fari? La risposta è sì!

case illuminatore pro

4 - La qualità della luce

Questo è senza dubbio il punto più critico per giudicare un faro, perché ci sono moltissimi indicatori da tenere in considerazione. Il parametro più conosciuto e più comune è il CRI (Color Rendition Indexindice di resa cromatica), ma da qualche anno a questa parte è stato considerato limitante e superato. Ad oggi, infatti, è stato emanato dal CIE (la Commissione Internazionale per l’Illuminazione) un nuovo metodo per valutare la qualità della luce: il TM-30.

Questo metodo contempla una valutazione di 99 colori campione e almeno due indici diversi (Rf e Rg), accompagnati da una rappresentazione grafica. Per semplicità ora non scendiamo nei dettagli, ma ci basti sapere che:
• Rf (Fidelity Index) indica la fedeltà della resa colore e varia da 0 a 100, quindi più è alto meglio è. Un valore pari a 95 può già essere considerato soddisfacente.
• Rg (Gamut Index) indica come varia la luce che stiamo valutando in termini di tinta e saturazione del colore. Se Rg = 100 la luce non cambia né la tinta né la saturazione, per valori inferiori a 100 c’è una diminuzione della saturazione, mentre per valori superiori si verifica un aumento della saturazione dei colori e quindi i colori risulteranno più vividi. In questo caso, il valore ottimale è 100 in quanto indica che non vi è shift nella saturazione percepita.

CRI LED Fresnel Photonia

5 - Il budget

Sappiamo già qual è il budget a nostra disposizione? Una volta che avremo deciso quanto possiamo spendere, occorrerà munirsi di pazienza e valutare le caratteristiche tecniche degli illuminatori per effettuare una scelta ponderata. E’ bene ricordare che una buona marca non sempre è sinonimo di qualità e leggere i datasheet dei produttori può sicuramente aiutarci a valutare le diverse caratteristiche tecniche.

In questo senso bisogna tenere presente anche che alcune tipologie di proiettori hanno una vita utile più lunga a parità di utilizzo, come i LED, che possono agevolmente superare le 30.000 ore!

6 - Il dilemma: Fresnel o pannello?

Last but not least, parliamo di una scelta essenziale: è più sensato dotarsi di un proiettore con lente di Fresnel oppure di un pannello? La scelta non è banale né scontata, e seguire le tendenze del momento può rivelarsi fuorviante. La risposta infatti non è univoca: dipende dal tipo di utilizzo che ne facciamo e da quali sono i nostri intenti artistici.

La prima distinzione, generalmente nota, riguarda la differenza tra “luce morbida” (pannello) e “luce dura” (Fresnel). Un pannello generalmente dona più morbidezza ai dettagli, rende meno nette le ombre e quindi si avvicina di più ad un effetto di luce diffusa. Un Fresnel, di per contro, genera un fascio più collimato e pertanto tende a scolpire i dettagli e a rendere più nette le transizioni, come la luce solare diretta.

La seconda distinzione, magari meno scontata, riguarda la capacità di andare in profondità. Un pannello emette luce in tutte le direzioni in quanto è di per sé un diffusore: difficilmente potremo avere un fascio luminoso capace di farsi apprezzare oltre pochi metri di distanza. Un Fresnel invece può “farsi sentire” anche a decine di metri di distanza, contrastando persino le ombre durante una ripresa diurna.

Aggiungiamo che i moderni Fresnel, con lenti in vetro borosilicato e superfici interne prismatiche, sono comunque in grado di restituire un risultato gradevolmente morbido. Inoltre, è sempre possibile convertire un Fresnel in una luce morbida, con l’aggiunta di un accessorio diffusore (es. softbox) o tramite l’utilizzo di un bouncer. Diversamente, non vi è la possibilità di ottenere da un pannello la collimazione e la capacità di illuminare in profondità tipiche di un Fresnel.

La scelta, comunque, sta all’utilizzatore e – come quasi sempre succede – un buon equipaggiamento sarà composto sia da Fresnel che da pannelli, per la migliore versatilità.

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